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Anatomy of a Murder racconta la societa americana dei primi anni ’60, partendo dall’omicidio Kennedy, come si e sviluppato il progetto? Inizialmente ho studiato l’omicidio Kennedy, il video di Zapruder ed i retroscena socio-politici del periodo, perché m’interessava l’argomento e volevo scriverci un racconto. Ben presto pero, mi sono reso conto che, approfondendo l’argomento, venivano fuori contaminazioni artistiche inaspettate tali da portare al concepimento di un progetto piu complesso (project of a murder) che inglobasse sia il mio racconto che una serie di opere ispirate alla Pop Art (un linguaggio che trovo molto vicino al mio modo di lavorare) attraverso le quali analizzare il contemporaneo americano degli anni sessanta (la guerra fredda, il problema Cuba, il Vietnam). Nel progetto hai coinvolto anche Ivana Spinelli e Lucilio Santoni, in cosa consiste la loro collaborazione. Ho pensato di coinvolgere Ivana Spinelli chiedendole di mettere il suo “Pink – zampino” in una rielaborazione – reinterpretazione del video di Zapruder, in quanto penso sia un documento molto importante ed estremamente significativo per il progetto stesso, mentre a Lucilio Santoni ho chiesto un giudizio introduttivo sul mio lavoro letterario. Hai definito il video dell’omicidio Kennedy: “il primo snuff movie della storia”, in cosa consiste uno snuff? A dire il vero il termine esatto per definire il video
dell’omicidio Kennedy e real movie, che differisce dallo snuff
per il fatto che nel primo caso l’avvenimento (la morte) sarebbe accaduto
accidentalmente e comunque anche senza la presenza del mezzo di ripresa
mentre, nel secondo caso, l’avvenimento e stato indotto e non e avvenuto
in maniera naturale. Internet sta diventando un’autentica miniera per chi cerca Snuff, di questi giorni e il video dell’impiccagione di Saddam, che ruolo hanno avuto la rete e i mezzi d’informazione in questo tuo lavoro? Gli snuff movies (ammesso che siano mai esistiti… e vi posso assicurare che l’argomento e molo complesso) sono distribuiti attraverso canali “undergorund”, di solito a mano, su supporti non rintracciabili, visto che si tratta di testimonianze d’omicidio (prima dell’immissione sul mercato delle videocamere, venivano girati con pellicole 8mm, in modo da passare inosservati agli occhi dei laboratori di sviluppo ed erano disponibili solo in determinati ambienti legati alla malavita organizzata). Internet e la diffusione dei sistemi peer to peer (come Emule, WinMx, etc.) di sicuro garantisce una grande diffusione di materiale illegale, ma l’esistenza degli snuff e ancora oggi tutta da dimostrare (per fortuna!). Certo, se si prova a digitare la parola chiave “snuff movies” su Google, si ottiene per risposta una lista di ben 6.110.000 risultati (196.000 se si clicca su “pagine in italiano”), tutte bufale commerciali, specchietti per le allodole, messe in rete per attirare verso siti porno a pagamento. La fruizione degli snuff pongono [pone!?] diversi interrogativi etici, quale pensi che sia l'importanza della moralita nell'arte? Lo snuff (nel senso stretto del termine) non e arte, ma
solo un macabro prodotto destinato ad una categoria di soggetti fruitori
(per la complessita dell’argomento rimando alla “Psicopatologia dei
soggetti fruitori” di Marco Pingitore o di Maria Zurzolo). Come ti senti quando ti scopri nudo ? ...nudo! Dario Ciferri |
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